L'immagine mostra il logo di Linkedin, social cresciuto molto in Italia
SocialNovembre 24, 2021

Linkedin in Italia: le ragioni della sua crescita

Linkedin in Italia: le ragioni della sua crescita

La crescita di Linkedin nel tessuto italiano è un fatto senza dubbio prodigioso. Ancora adesso, benefici e potenzialità di tale social continuano a emergere e presentarsi in maniera inesauribile.
Sebbene nel resto del mondo Linkedin figuri a malapena fra i dieci social più usati, in Italia, nel 2021, si conferma come la settima piattaforma più utilizzata, considerando una fascia d’età che va dai 16 ai 64 anni. Il nostro Paese, su Linkedin, vanta oltre 13 milioni di utenti e 500.000 aziende che hanno deciso di sviluppare la loro reputazione su questa piattaforma.
Le ragioni del successo sono ascrivibili a molteplici fattori, alcuni di essi legati direttamente al contesto sociale e imprenditoriale italiano.

Una crescita costante, ma non immediata

Giusto per fare un po’ di storia, ricordiamo che, da qualche mese, Linkedin ha compiuto 18 anni, diventando ufficialmente maggiorenne. La sua fondazione risale al 2003, a opera dell’imprenditore Reid Hoffman.
Il successo di Linkedin non fu immediato, diventando popolare in Europa soltanto nel 2008.
Tuttavia è un social che ha sempre dimostrato una certa organicità di contenuti, coerenza e linearità rispetto al fine originario.
L’idea di questo social era quella di creare occasioni di lavoro per tutti, a prescindere dall’area geografica, mettendo le aziende in comunicazione con professionisti.
Nel tempo, questo obiettivo è risultato capace di evolversi su un binario che resta ligio alla missione iniziale, sviluppando altre interessanti occasioni di connessione.

L'immagine mostra la visualizzazione di Linkedin su smartphone, nel contesto della crescita di questo social in Italia

Linkedin come fonte affidabile di informazioni

In virtù della sua natura di social volto a facilitare i rapporti di lavoro, la piattaforma Linkedin si presenta come del tutto esente dal rischio di diffondere fake news.
Aspetto non da poco di questi tempi.
Nell’ultimo periodo di emergenza, siamo stati fatti edotti circa i pericoli della cattiva informazione su piattaforme in cui non vige alcun controllo.
Più che come uno spazio virtuale finalizzato alla ricerca del lavoro, Linkedin, nelle comunicazioni ufficiali, viene presentato come una vera rete commerciale. Una community business dove diversi professionisti si interfacciano con le aziende.
Alla luce di ciò capiamo come, nel mondo dell’imprenditoria, Linkedin sia considerato una delle fonti di informazione più attendibili, quasi al pari del wall strett jounal.
Molti professionisti decidono di sviluppare la proprio reputazione online proprio su questo spazio.

L’interesse delle aziende per forme di promozione online

Il motivo per cui, nell’ultimo anno, molte aziende italiane hanno ricorso a Linkedin per allargare la propria rete di relazioni è abbastanza intuibile.
La pandemia da Covid-19 ha dato un impulso importante alla transizione digitale nel nostro Paese, con una scossa definitiva a quello stato di torpore che tanto ci metteva in ritardo rispetto agli altri stati europei.
Se già l’interesse delle aziende e dei professionisti rispetto a questo social era forte prima della pandemia, il Covid ha acuito ancor più questo atteggiamento.

La più grande community per sviluppare contatti di lavoro

La promozione online di un’azienda passa sempre per Linkedin, fondamentale per sviluppare una rete di contatto da cui partire e preservare nel tempo questo sistema di relazioni.
Come community, Linkedin permette alle aziende di sviluppare relazioni con stakeholder, investitori, professionisti da assumere e di creare gruppi di confronto in cui discutere soluzioni per la propria attività.

La foto mostra un colloquio di lavoro, nel contesto della crescita di Linkedin in Italia

Vetrina per accrescere il proprio brand con i clienti

Le potenzialità di Linkedin non si esprimono, però, soltanto in termini di contatti logistici. Linkedin è anche un canale di comunicazione per relazionarsi alla propria audience di riferimento e far crescere il proprio brand aziendale.
Molto fruttuosa e da incoraggiare la pratica chiamata Employee Advocacy, che consiste nell’avvalersi dei propri dipendenti nella comunicazione social.
Si calcola che il 3% di dipendenti che condividono contenuti relativi alla propria azienda su Linkedin si traducono in un ritorno, in termini di engagement, del 30%.

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